La voglia dello spazio
E' una cosa buffa
comprare un aquilone
già bell'e fatto.
L’aquilone
io lo costruivo
da solo
a poco a poco:
una carta velina
sottile e colorata;
poi tante cannucce
a striscie
ben levigate
disposte a raggiera,
con pazienza legate
per adagiarvi
il gran quadrato
di carta velina;
un filo lungo
avvolto a croce
per tante volte
in un piccolo legno
da tenere stretto
tra le mani.
Riuscii perfino
a costruire
un aquilone
adornato di stelle
di stagnola argentata
e quando si librava
su in alto
con una gran voglia
di spazio
sembrava proprio
un cielo...nel cielo.
Quante rincorse
per i campi
con il lungo filo
tra le mani !
Non mi ero accorto
però
del logorio del filo.
Un giorno
ad un tratto
il filo si spezzò:
ne cadde un po'
di quel filo,
inerte,
tra le mani
e un altro po'
andò a sperdersi
con l'aquilone
lontano lontano.
Rimasi impietrito
e piansi
senza lagrime.
Natale Valenti